Wikiroma continua la serie delle interviste (dopo quelle a Garbaland) facendo qualche domanda ad Andypop. Un personaggio che definire poliedrico sarebbe riduttivo: giornalista musicale, dj, speaker, promoter e altro ancora. La sua passione attuale è il drum’n'bass in tutte le sue sfaccettature, ma alle spalle ha una solida esperienza in fatto di elettronica e hip hop.
Ha scritto per Continuum Books, ALIAS (supplemento de Il Manifesto), Defrag, Basement Magazine, Zero6, Basebog, intervistando gente del calibro di Première, Dj Hype, i Pendulum. Come dj invece ha suonato in troppi posti per elencarli tutti: dal Brancaleone al Leoncavallo, dal Forte al Maffia, percorrendo la nazione in lungo e in largo a suon di breakbeats. Ma lasciamo la parola ad Andy.
Di cosa ti stai occupando attualmente e quali progetti hai in cantiere?
Sto collaborando in qualità di dj e Art Director con una agenzia di promozione eventi (Soundgate Promotion), che organizza party drum’n'bass in molte location dell’area romana, tra cui il Brancaleone e l’Open Bar. Contemporaneamente, scrivo di musica elettronica e culture urbane per diverse testate giornalistiche (tra cui Alias, Basement e Defrag) e collaboro con Continuum Books, editore canadese della collana enciclopedica Encyclopedia Of Popular Music Of The World (www.continuumpopmusic.com). In particolare, mi sono occupato della redazione di alcuni articoli riguardanti la musica dubstep e chill out. Tra qualche settimana, uscirà su Alias un lungo reportage sulla scena jungle/drum’n’bass anglosassone, a cui sto lavorando da diversi mesi. Per quanto riguarda il futuro, ho alcune idee in fase di elaborazione, tra cui la partecipazione ad un ambizioso progetto di etichetta discografica e la scrittura di un saggio interamente dedicato alla scena elettronica post-acid house.
Secondo te questo è un momento fertile per chi si occupa di creatività a Roma? Ci sono belle iniziative in giro?
Come spesso accade in momenti di incertezza sociale come questo, si stanno creando nuovi spazi di sperimentazione culturale a Roma. Chi ha svolto la propria attività senza particolari impedimenti fino all’altro ieri, oggi si ritrova a dover fare i conti con moltissime nuove realtà creative, che stanno spingendo e proponendo nuovi linguaggi. Ci sono moltissime iniziative degne di nota ed altrettante realtà organizzative in grado di promuoverle. Quello che manca, a mio avviso, è però un vero coordinamento operativo, un bagaglio di valori condivisi da diffondere. Se a livello di contenuti sono stati fatti molti passi avanti negli ultimi anni, per quanto riguarda la comunicazione fra i vari soggetti coinvolti siamo ancora all’Età della pietra!
Quali sono i migliori indirizzi della capitale per quanto riguarda hip hop e drum’n'bass?
Per quanto riguarda l’Hip Hop, al di là di alcune frequentatissime location R’n’B, vedo molto immobilismo a Roma. Penso che molti fra i più interessanti artisti della nuova scuola siano romani, eppure trovo davvero molte difficoltà a proporti un locale rispetto che un altro. Per la drum’n’bass il discorso è un po’ diverso. Se a livello di produzioni siamo ancora molto indietro rispetto alla scena europea, per quanto concerne la creazione di eventi siamo davvero competitivi. Ti consiglierei due location in particolare: il Brancaleone (dopo la preziosa esperienza di Agatha, sta finalmente riscoprendo tali sonorità!) e l’Init.
Il miglior concerto che hai visto nel 2008?
Sebbene non sia un concerto, sicuramente il dj set di Aphrodite dello scorso giugno all’Open Bar di Ostia. La grande professionalità del dj in questione e l’epico bagno collettivo in piscina a cui abbiamo assistito, hanno trasformato un semplice party nell’evento più emozionante a cui abbia mai partecipato.
Hai scritto pressochè ovunque, che consigli daresti a un ragazzo che vuole accostarsi al mondo del giornalismo nel 2009?
Gli consiglierei di appassionarsi, di dare libero sfogo alla propria curiosità e di vivere in prima persona le storie che si accinge a raccontare. Mai e poi mai avrei immaginato di diventare un giornalista prima di lasciarmi entusiasmare dalla musica e dalla street culture.
Tra le varie capitali europee come è considerata oggi Roma a livello di offerta musicale?
L’offerta musicale è soddisfacente ma una grande capitale europea come Roma, dovrebbe aspirare a qualcosa di più. Per quanto riguarda la musica elettronica, se non fosse per festival internazionali come Dissonanze (malgrado la sua ripetitività a livello di proposta musicale), il nome della nostra città sarebbe agli ultimi posti di una ipotetica classifica europea.
Assalti Frontali, Colle der Fomento, Ice One: sono stati tra i precursori del rap italiano. Sta avvenendo un ricambio generazionale o la scena si è afflosciata rispetto agli inizi?
La scena è sempre viva e in grado di proporsi spesso in maniera originale (penso soprattutto ai Colle Der Fomento, a Gente De Borgata e ai sempre validi Truceboys). Eppure, alla fine dei giochi i conti non tornano. Escono tantissime produzioni Hip Hop ma la loro qualità è spesso sotto la norma. Per i nuovi potenziali acquirenti o fruitori, doversi muovere fra decine e decine di dischi scontati o di scarsa qualità, sta diventando un grosso problema. Penso che non tutti abbiamo una buona storia da raccontare e, soprattutto nell’Hip Hop, averla o meno fa la differenza!
Questa è una città che cambia, o alla fine tutto rimane uguale?
E’ una città complessa, in cui ciascuno può far quello che vuole senza necessariamente pestare i piedi a qualcun altro. Ma purtroppo, sebbene l’amministrazione pubblica abbia recentemente cambiato colore, i principali centri di potere restano immutati. Collaborando attivamente con una agenzia di creazione e promozione eventi, ti confesso che uno dei principali problemi da affrontare è rappresentato dall’accesso ai finanziamenti, sia pubblici che privati.
Un amico viene a trovarti da fuori e ha già visto tutte le attrazioni conosciute. Dove lo porti per stupirlo?
Sicuramente all’ Auditorium, a sentire un concerto di musica pop o un live set elettronico.
Il mondo dei bloggers romani è vasto quanto difficile da identificare. Ci puoi segnalare qualche nome che leggi spesso?
Potrà sembrarvi scontato, ma quello di Ernesto Assante – Mediatrek - resta uno dei più interessanti blog italiani dedicati alla musica.
So che ti piace cucinare, qual’è la tua ricetta killer?
Risotto al vino rosso!
Questo post ha già fatto 600 letture, mica cotiche!
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