Desta scalpore tra i più la notizia che al Gemelli hanno aperto un ambulatorio dedicato alla dipendenza da internet, ma immagino che dovremo abituarci a questo tipo di cose.
Non si tratta di una novità, è da quasi un decennio che si parla di web dipendenza, e personalmente posso dire di aver conosciuto qualche soggetto colpito da questa sindrome e ne ipotizzo un’escalation, complice la diffusione di Facebook. Anche io alle prime esperienze con la rete (circa 1997 o 98) ho avuto un periodo pesante di scoperta del “nuovo mondo”, dove correvo a casa per poter leggere le email o rinunciavo a volte a uscire perchè aspettavo una “chattata importante”. Capita, è naturale, ma col tempo si è tutto ridimensionato tant’è che oggi difficilmente mantengo contatti importanti via web.
Ma consideriamo che questo è in Italia l’anno di Facebook, ovvero l’anno di milioni di impiegati, adulti, segretarie, dipendenti pubblici e privati che iniziano a usare il web in modo interattivo, gettandosi mani e piedi nel turbinìo del social networking (che non differisce molto dalle chat e forum del 98, a parte la ritinteggiatura di 2.0), e iniziano a conoscere potenziali anime gemelle, a gestire rapporti online, a intravedere nuove possibilità di socializzazione. Sono loro secondo me le potenziali vittime che finiranno al Gemelli, mentre i giovanissimi ormai sono così interconnessi (telefonini, smartphones, netbook, etc..) da non rendersi neanche conto di poter andare offline. Il mio ingenuo correre a casa per leggere la posta di dodici anni fa, oggi è ridicolo dato che la posta ti arriva direttamente nella tasca dei jeans dove tieni l’ Iphone. Quindi non sottovalutiamo il bisogno di saper prevedere e gestire queste nuove “patologie”, perchè come dico da anni, nel futuro il vero lusso sarà quello di poter scegliere di essere off line, mentre oggi crediamo il contrario.
Questo post ha già fatto 271 letture, mica cotiche!
Una risposta to “Al Gemelli per guarire dal web”
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Novembre 4th, 2009 at 09:20
Piccola aggiunta: ma in decenni e decenni di televisione non è stato mai creato un reparto per salvare gli anziani dalle televendite, i bambini dalle sette ore di cartoni, i padri di famiglia dal pornozapping notturno? E’ ora di redimere anche loro!