Ma una granita di caffè con panna?

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Me la sono proprio goduta qualche giorno fa, la classica granita di caffè con panna da Tazza d’Oro. E’ un post che scrivo per i turisti questo, perchè nessun romano ignora questa torrefazione a pochi metri dal Pantheon, famosa appunto per la granita, ma dato che il bel tempo si avvicina meglio ricordarlo per dare qualche spunto ai distratti.

Oltre a bere sul posto, è possibile portarsi a casa i preziosi sacchetti di caffè e infatti i turisti raramente escono a mani vuote. E quando tornano a casa lo raccontano nei loro blog, come potete leggere su Foodsection, o Qype e persino sul New York Times (ma sono decine e decine i riferimenti). Del resto è difficile immaginare un ambiente più splendidamente primaverile di quella piazza e solo a pensarci mmh…mi riviene l’acquolina, andateci subito.

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Il Bibliocaffè Letterario?

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Qualcuno mi aiuti a capirci qualcosa: io conosco il Caffè Letterario, l’immenso locale di via Ostiense ricavato in un garage e assai stiloso. Oggi leggo della nascita del Bibliocaffè Letterario, allo stesso indirizzo: uno spazio polifunzionale dove si potranno consultare audiovisivi, periodici, libri, e dotato di sei postazioni internet.

Ma cosa devo dedurre da questo? Il Caffè ha chiuso i battenti, oppure ha preso i finanziamenti per trasformarsi in oasi culturale? Datemi delucidazioni, se no finisce che una sera vado per prendermi una birra e mi danno i Fratelli Karamazov! Comunque il tutto è stato voluto dal Municipio IX che si propone anzi di aggiungere nuovi spazi culturali: ebbravi!

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La cremina segreta di Sant’Eustachio

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L’essenza di una città passa anche dai suoi caffè, e credo che il simbolo di Roma in questo ambito sia universalmente riconosciuto nel Caffè Sant’Eustachio (Piazza Sant’Eustachio). E’ la misteriosa cremina a farla da padrone, e perfino gli inservienti non osano pronunciarsi circa i suoi ingredienti segretissimi. Il locale è piccolo, affollatissimo, i tavolini sono pochi, ma è un pezzo di storia che sforna caffè da 70 anni a due passi dal Pantheon e una tappa è obbligata.

Io ne venni a conoscenza su Flickr, quando un americano implorava disperatamente di ricevere immagini di quello che ricordava come il miglior caffè della sua vita, e raccolsi l’appello andando di persona a provare questa sconosciuta fonte di poderosi amarcord. Ma se devo essere sincero, e non essendo un intenditore, quando ho voglia di un caffè buono (anche se la sua specialità è la granita con panna) mi reco al vicino Tazza d’Oro, proprio al Pantheon.

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Quel caffè sull’Appia Antica…

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dsc00053Ok il suo sito non è il massimo, ma credo che sia difficile immaginare una location migliore dell’Appia Antica. L’Appia Antica Caffè (vabè un pò di originalità…) è un comunissimo piccolo barettino (ma non chiamatelo in questo modo davanti al gestore), senza frizzi nè lazzi, quello dove si và a prendere il caffè tutti i giorni per intenderci.

Se ne parlo è perchè appartiene a un mondo antico, in un angolo senza tempo, senza macchine, senza lavori in corso o cartelloni pubblicitari, un angolo eterno dove passerei giornate intere.

La sua enorme fortuna è appunto quella di trovarsi tra la tomba di Cecilia Metella e il museo Capo di Bove, nel preciso punto dove l’Appia diventa obbligatoriamente pedonale e si apre la lunga passeggiata tra pini e ruderi.

Un punto meraviglioso (esattamente alla fermata del bus 660), e il gentilissimo gestore affitta anche biciclette, prepara cestini per il pic nic, panini, e se non volete rimanere sulla “strada” offre pure giardino interno con parcheggio sotto i pini millenari. La porchetta viene da Ariccia, il pane da Genzano, i dolcetti dai castelli come i vini.
Mica è finito: continua a leggere

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